La fecondazione in vitro nota anche con l’acronimo di FIVET è una delle tecniche di PMA (procreazione medicalmente assistita) più impiegate per donare a coppie con problemi di fertilità la possibilità di avere un bambino. Tale metodica negli anni si è evoluta, perfezionata, anche grazie a nuove acquisizioni scientifiche e allo sviluppo di tecnologie sofisticate, ad esempio aprendo la strada all’ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo), aumentando le possibilità di successo di una gravidanza in presenza di infertilità maschile o femminile, problemi tubarici o cause ancora sconosciute. La clinica Raprui, leader nel settore della fecondazione assistita in Italia, offre un percorso completo e personalizzato per le coppie che desiderano intraprendere tale percorso. Ecco cosa occorre sapere al riguardo.

Fecondazione in vitro, cos’è
La fecondazione in vitro, spesso abbreviata con l’acronimo FIVET (Fecondazione In Vitro con Embryo Transfer), è una tecnica di procreazione medicalmente assistita. Consiste nel far incontrare i gameti maschili (spermatozoi) e femminili (ovociti) al di fuori del corpo della donna, in una provetta, in un laboratorio. In tal senso si distingue dalla fecondazione intrauterina. L’incontro e la fertilizzazione avvengono comunque in modo spontaneo, in questo ambiente protetto, a differenza dell’ICSI in cui lo spermatozoo viene inserito nell’ovocita attraverso un’iniezione intracitoplasmatica. Una volta avvenuto questo passaggio si attendono 3-5 giorni per lo sviluppo dell’embrione che quindi può essere trasferito nell’utero per consentire l’impianto e lo sviluppo della gravidanza. Tale metodica consente di superare ostacoli al concepimento dovuti a varie cause come l’ostruzione delle tube, disturbi dell’ovulazione o bassa qualità degli spermatozoi.
Fecondazione in vitro, come funziona?
Per quanto si tratti ormai di una tecnica di routine, la fecondazione in vitro rappresenta comunque una metodica complessa, che richiede un approccio altamente professionale. Le più importanti sono:
- Stimolazione ovarica controllata: serve per permettere alle ovaie di sviluppare un maggior numero di ovociti maturi, anziché il singolo del ciclo naturale. Per farlo la donna deve assumere determinati farmaci ormonali. È una fase tanto importante quanto delicata che va monitorata con ecografie e dosaggi ormonali, per evitare complicazioni ed individuare il momento giusto per il prelievo.
- Prelievo degli ovociti o pick-up: con una procedura ambulatoriale, in anestesia locale o sedazione, gli ovociti vengono aspirati dalle ovaie tramite un ago guidato ecograficamente.
- Fecondazione in vitro: gli ovociti vengono messi in coltura in una provetta insieme agli spermatozoi del partner o di un donatore, precedentemente prelevati e selezionati. Se necessario, si può ricorrere all’ICSI.
- Coltura embrionaria: si attende lo sviluppo degli embrioni, conservando il materiale biologico in specifici incubatori fino ad un massimo di 5-6 giorni, ovvero quando questi raggiungono lo stadio di blastocisti. Poi la loro qualità viene valutata ed i migliori scelti per essere trasferiti in utero o essere crioconservati.
- Embryo transfer: tale passaggio avviene tramite un sottile catetere, in modo semplice ed indolore, a livello ambulatoriale e non serve anestesia.
- Supporto luteale e attesa: dopo il trasferimento, la donna può essere sottoposta a terapie ormonali per supportare l’impianto e la crescita dell’endometrio. Dopo circa 10-14 giorni si esegue un test di gravidanza per verificare il successo della procedura.
Il ciclo completo di una fecondazione in vitro, a partire dalla stimolazione ovarica, può quindi durare alcune settimane, ma con protocolli personalizzati e una buona organizzazione, come quelli adottati dalla clinica Raprui, i tempi possono essere ottimizzati per ridurre stress e attese.
Fecondazione in vitro: quando e chi può farla?
La FIVET è indicata in diverse situazioni di infertilità, sia femminile che maschile. È sempre fondamentale un approccio personalizzato, ma comunque le principali condizioni che possono condurre alla scelta di questo percorso sono le seguenti:
- Infertilità tubarica: quando le tube di Falloppio sono danneggiate o occluse, impedendo il passaggio degli ovociti o degli spermatozoi.
- Infertilità maschile: dovuta alla presenza di pochi spermatozoi o di scarsa qualità.
- Endometriosi: patologia che può compromettere la funzionalità ovarica e tubarica.
- Fallimento di altre tecniche meno invasive come l’inseminazione artificiale.
- Infertilità inspiegata: ovvero quando, nonostante accertamenti approfonditi, non si identificano cause evidenti.
- Età materna avanzata: per aumentare le probabilità di successo con ovociti freschi o eventualmente congelati.
La normativa italiana regolamenta l’accesso alla FIVET. L’infertilità deve essere accertata e documentata.
Fecondazione in vitro: a chi rivolgersi
Per affrontare un percorso di fecondazione in vitro è importante affidarsi a strutture specializzate, riconosciute e certificate dal sistema sanitario italiano, siano esse pubbliche o private. Una lista aggiornata è reperibile nel registro PMA dell’Istituto Superiore di Sanità. È fondamentale che siano dotate di tecnologie avanzate e da un team medico qualificato e esperto in medicina della riproduzione. La clinica Raprui, con sede a Roma, è una di queste e rappresenta un punto di riferimento prezioso per chi desidera intraprendere tale strada con sicurezza e serenità. Qui tutte le informazioni ed i contatti per una prima visita.





