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Perdite di sangue prima del ciclo, cosa significano e quando preoccuparsi? Il sanguinamento tra una mestruazione e l’altra è definito come spotting (dall’inglese “macchie”) premestruale. In genere è caratterizzato da piccole tracce ematiche, di colore rosa, che non richiedono l’impiego di un assorbente, ma al massimo di un salvaslip per sentirsi a proprio agio. Le cause sono numerose, per lo più innocue. Tuttavia, è importante non trascurare gli episodi e monitorare la situazione. Ecco cosa occorre sapere al riguardo.

Perdite di sangue prima del ciclo, cosa significano?

Perdite di sangue prima del ciclo: le cause

Per valutare lo spotting premestruale e non allarmarsi troppo è importante capire quali possono essere le cause. Le più comuni sono:

  • Fluttuazioni ormonali
  • Ovulazione
  • Anticoncezionali
  • Perdita da impianto
  • Aborto spontaneo
  • Gravidanza extrauterina
  • Assunzione di farmaci anticoagulanti
  • Effetti collaterali di altri medicinali come alcuni antidepressivi ed antinfiammatori
  • Infezioni nell’apparato riproduttivo
  • Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), Endometriosi, PID
  • Trauma (ad esempio dopo un pap test)
  • Presenza di polipi o fibromi, cisti ovariche e piaghette al collo dell’utero
  • Perimenopausa
  • Tumore

In genere si tratta di episodi estemporanei, per cui non è necessario preoccuparsi, ma se si fanno costanti, cambia il colore del sangue e le perdite si fanno più abbondanti è necessario parlarne con il proprio ginecologo.

Perdite di sangue prima del ciclo e squilibri ormonali

Le perdite di sangue prima del ciclo si verificano, generalmente, dai 2 ai 7 sette giorni antecedenti all’inizio delle mestruazioni. Si tratta di piccole striature rosate miste al muco o di macchioline più scure, ma scarse. La causa più frequente è quella degli squilibri ormonali, tanto che sono abbastanza comuni in chi ha un ciclo irregolare. Le anomalie ormonali possono essere un campanello d’allarme per ciò che riguarda il funzionamento della tiroide, delle ovaie o per il diabete. Anche lo stress e la cattiva alimentazione possono influire. Se il problema persiste è quindi utile indagare la causa (anche e soprattutto se si sta cercando un bambino visto che tali anomalie possono essere correlate ad infertilità) ed attivarsi per ristabilire il corretto equilibrio ormonale con l’ausilio di terapie farmacologiche e non.

Perdite di sangue al momento dell’ovulazione

Un certo numero di donne sperimenta spotting al momento dell’ovulazione che in genere avviene tra l’11° ed il 21° giorno dall’inizio dell’ultima mestruazione. In questo caso le perdite – sempre scarse – possono essere di colore rosa o rosso e sono dovute ad un abbassamento dei livelli di progesterone. Durano in genere 24-48 ore. Si possono accompagnare ad altri sintomi dell’ovulazione, come un aumento del muco cervicale ed il cambiamento della sua consistenza, una diminuzione della temperatura basale, dolore alle mammelle e/o su un fianco, aumento del desiderio sessuale. Prestare attenzione a questi fattori può aiutare ad identificare la “finestra fertile” ovvero il momento giusto per cercare di concepire un bambino.

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Perdite di sangue prima del ciclo quando si assumono anticoncezionali

Pillole anticoncezionali, cerotti, anelli, iniezioni e spirale possono indurre lo spotting. Sono gli ormoni alla base che possono creare qualche anomalia. Questo capita più frequentemente all’inizio della terapia, ma anche se non si assumono le pillole con regolarità o se si cambia metodo di controllo delle nascite o tipologia di farmaco. Dopo 2 o 3 mesi la situazione dovrebbe normalizzarsi. Se ciò non accade occorre parlarne con il proprio ginecologo. Non è nulla di preoccupante, ma può essere l’occasione per approfondire un’altra causa o semplicemente basterà cambiare la formulazione farmacologica.

Perdite di sangue prima del ciclo, è una gravidanza?

Ebbene sì, talvolta uno dei sintomi gravidici che sperimenta circa il 15-25% delle donne è uno spotting lieve, prima ancora che il ciclo si mostri in ritardo o subito dopo. Si parla di “perdite da impianto”: si verificano quando un ovulo fecondato va ad annidiarsi nel rivestimento uterino. Non capita sempre, ma è comunque un fenomeno innocuo e considerato normale. Dura 2 o 3 giorni ed è lieve rispetto al flusso mestruale. Può accompagnarsi a mal di testa, nausea, sbalzi d’umore, crampi addominali, dolore al seno e alla parte bassa della schiena. Lo spotting può proseguire anche per tutto il primo trimestre di gestazione, ma ne va data comunicazione al ginecologo. A questi va segnalata inoltre ogni modifica delle perdite ematiche: se il sangue diventa abbondante ed è correlato a dolori pelvici potrebbe trattarsi di un aborto spontaneo o di una gravidanza extrauterina.

Perdite di sangue prima del ciclo, perimenopausa?

Diverso è il discorso dopo i 40-45 anni della donna: l’organismo si prepara alla menopausa, gli estrogeni diminuiscono e cominciano a presentarsi cicli irregolari talvolta accompagnati da spotting premestruale. Perdite di sangue di qualunque entità non sono invece normali se si è già in menopausa ed occorre prontamente consultare un medico per i dovuti accertamenti diagnostici.

Patologie che possono provocare spotting premestruale

Polipi uterini o cervicali, fibromi, cisti ovariche, infezioni sessualmente trasmissibili (IST) come la clamidia o la gonorrea, malattia infiammatoria pelvica (PID), endometriosi, sindrome dell’ovaio policistico sono condizioni di salute che possono provocare un sanguinamento anomalo, così come alcune forme di cancro.  Molte condizioni si possono curare mentre altre possono essere correlate ad infertilità e dunque è opportuno – in caso di una prolungata presenza di spotting premestruale – indagarne a fondo le cause ed escludere rapidamente il peggio, attivando le adeguate procedure mediche.

 

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