Il ciclo mestruale è un fenomeno biologico altamente complesso che coinvolge numerosi ormoni, tutti essenziali, in un perfetto equilibrio per un’ottimale salute riproduttiva femminile e dunque per la possibilità di avere una gravidanza. Capire come funzionano gli ormoni, come interagiscono tra loro, in che modo regolano le mestruazioni e contribuiscono, oltre che al concepimento all’inizio della gestazione, è molto importante per tutte le donne che desiderano diventare mamme e soprattutto per quelle che, pur tentando, stanno riscontrando delle difficoltà. Il ciclo mestruale è un processo ciclico che coinvolge cervello, ovaie e utero, regolato da una precisa sequenza e quantità di ormoni in circolo. Qualsiasi alterazione di tale equilibrio può influire sull’ovulazione, sull’impianto dell’embrione e, di conseguenza, sulla fertilità. Conoscerne quindi tutti i meccanismi aiuta ad individuare il periodo fertile, per rapporti intimi mirati, ma anche di riconoscere segnali di possibili scompensi ormonali. Informazione e consapevolezza sono il primo passo per affrontare in modo efficace il desiderio di gravidanza. Ecco cosa occorre sapere al riguardo.

Il ciclo mestruale: come funziona e quanto dura
Il ciclo mestruale è l’intervallo di tempo che va dal primo giorno di una mestruazione (ovvero del flusso di sangue), fino a quella successiva. In media dura 28 giorni, ma è considerato normale anche se varia tra i 21 e i 35. In questo periodo, attraverso un sofisticato meccanismo di comunicazione fisiologica dell’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio, vengono prodotti diversi ormoni essenziali al sistema riproduttivo femminile. In pratica preparano l’organismo al concepimento e all’avvio della gravidanza: maturazione di un ovocita, ovulazione, preparazione dell’endometrio e, se la fecondazione non avviene, comparsa delle mestruazioni. Quando il ciclo è regolare, è più probabile che l’ovulazione avvenga in modo prevedibile. Al contrario, possono rappresentare un campanello d’allarme di una disfunzione ormonale, da tenere d’occhio
, soprattutto se la gravidanza tarda ad arrivare, nonostante i tentativi.
Le fasi del ciclo mestruale e il loro ruolo nella fertilità
Ma come funziona tutto questo sofisticato meccanismo? Il ciclo mestruale si suddivide in quattro fasi cruciali, ognuna caratterizzata da specifici cambiamenti ormonali e funzionali.
- La fase mestruale coincide con la perdita di sangue e determina l’espulsione dell’endometrio che si era preparato ad accogliere l’embrione; se il concepimento non c’è stato, questo tessuto non serve più e si resetta tutto, per cominciare da capo.
- La fase follicolare inizia il primo giorno del ciclo e termina con l’ovulazione. In questo periodo, l’ipofisi stimola le ovaie a far maturare uno o più follicoli. L’endometrio ricomincia a ispessirsi in preparazione a una possibile gravidanza.
- La fase ovulatoria è il momento essenziale per il concepimento. L’ovaio rilascia un ovocita maturo, pronto per essere fecondato. Questo evento dura poche ore, ma la finestra fertile comprende i giorni precedenti e immediatamente successivi.
- La fase luteale segue l’ovulazione. Il corpo luteo produce progesterone per mantenere l’endometrio idoneo all’impianto. Se la gravidanza non si instaura, i livelli ormonali calano e inizia una nuova mestruazione.
Gli ormoni protagonisti del ciclo mestruale
Tutte queste fasi ed i cambiamenti correlati sono dovuti agli ormoni, i veri protagonisti del ciclo mestruale, prodotti a seconda del momento proprio dall’asse ipofisi -ipotalamo-ovaie. Ognuno ha un suo ruolo preciso ed essenziale. Quali sono?
- FSH (ormone follicolo-stimolante): come si evince dal nome favorisce la crescita dei follicoli ovarici.
- LH (ormone luteinizzante): è responsabile del picco che induce l’ovulazione, ovvero il rilascio dell’ovulo maturo dalle ovaie.
- Estrogeni: sono prodotti dai follicoli in crescita, stimolano l’ispessimento dell’endometrio e regolano molti aspetti del benessere femminile.
- Progesterone: è prodotto dopo l’ovulazione, ed è fondamentale per il mantenimento di una gravidanza iniziale. Se i suoi livelli sono insufficienti, l’impianto dell’embrione può risultare difficoltoso.
Altri ormoni, come la prolattina e quelli tiroidei, pur non essendo direttamente coinvolti nel ciclo, possono influenzarlo in modo significativo se non si presentano con concentrazioni adeguate.
Ovulazione e periodo fertile: quando cercare la gravidanza
Quando si cerca una gravidanza è utile conoscere tutte le fasi del ciclo mestruale, per individuare il proprio periodo fertile ed avere rapporti mirati. Questo coincide con l’ovulazione che in un ciclo regolare avviene solitamente il 14° giorno. Gli spermatozoi possono sopravvivere nell’apparato genitale femminile fino a 4–5 giorni, mentre l’ovocita è fecondabile per circa 12–24 ore. Per tale motivo, i giorni più fertili e quindi con maggiori probabilità di ottenere un concepimento, sono quelli immediatamente precedenti e successivi all’ovulazione. In presenza di mestruazioni regolari è possibile tenere conto dei giorni, ma esistono anche altri metodi per calcolare l’ovulazione: test acquistabili in farmacia, misurazione della temperatura basale, osservazione dei cambiamenti del muco cervicale, o- per andare sul sicuro- un monitoraggio ecografico, certamente però più complesso da eseguire.
Come il ciclo mestruale influisce sull’impianto dell’embrione
Un aspetto che troppo spesso viene trascurato riguarda il ciclo mestruale, gli ormoni e la preparazione dell’endometrio ad accogliere l’embrione. Non bastano infatti l’ovulazione e la fecondazione per rimanere incinte: è necessario che l’embrione formatosi dall’incontro dei gameti si impianti nella parete dell’utero. Questo processo dipende in larga misura dall’equilibrio ormonale, in particolare dal progesterone. Un endometrio troppo sottile o non adeguatamente recettivo può impedire l’annidamento, anche in presenza di un ovocita fecondato. Per tale motivo, nelle valutazioni della fertilità, non si analizza solo l’ovulazione, ma anche la qualità della fase luteale e dello spessore endometriale.
Disturbi ormonali e infertilità
Come è facile intuire da quanto detto finora, alterazioni degli equilibri ormonali possono avere un impatto negativo sulla capacità di ottenere una gravidanza. Anzi: rappresentano una delle cause più frequenti di infertilità femminile. Possono evidenziarsi con cicli irregolari, assenza di ovulazione, mestruazioni molto abbondanti o scarse, oppure con sintomi come acne, aumento di peso o irsutismo. Tra le condizioni più comuni troviamo la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), caratterizzata da squilibri tra estrogeni e androgeni, che spesso impediscono un’ovulazione regolare. Anche le disfunzioni tiroidee, l’iperprolattinemia e l’insufficienza della fase luteale possono compromettere la fertilità. Una diagnosi è comunque molto semplice, rapida e assolutamente non invasiva. Si basa su dosaggi ormonali (esami del sangue) ed ecografie. Una volta individuato il problema, si può attivare una terapia farmacologica atta a ripristinare l’equilibrio ormonale e dunque a massimizzare le possibilità di ottenere una gravidanza.
Ormoni e ciclo mestruale, cosa fare e a chi rivolgersi quando la gravidanza non arriva
Quando una gravidanza non arriva dopo 12 mesi di tentativi (o 6 mesi se la donna ha più di 35 anni), è importante rivolgersi ad un ginecologo esperto in fertilità. Un’analisi dettagliata dei valori ormonali ed altri test consentono di trovare il problema ed attivare un semplice percorso personalizzato risolutivo. In un centro specializzato inoltre è possibile avere accesso a una valutazione completa, che include esami ormonali, monitoraggio dell’ovulazione, ecografie e, se necessario, trattamenti mirati o tecniche di procreazione medicalmente assistita. La clinica per la fertilità Raprui è un centro d’eccellenza in tale campo. Qui tutti i contatti per una prima valutazione clinica e per ricevere maggiori informazioni.





