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Quali sono i fattori più importanti che influenzano la fertilità femminile? Ed è possibile tenerli sotto controllo e migliorare la situazione? Il sistema riproduttivo di una donna è molto complesso e la sua capacità di concepire un bambino e portare avanti una gestazione è il risultato di un sofisticato equilibrio di fattori biologici, ormonali e ambientali. Lo stile di vita, l’età e la salute generale, ne rappresentano degli esempi concreti, ma non sono gli unici. Quando una donna cerca di rimanere incinta e non riesce si trova a doverne indagare la causa, non sempre facile da identificare, soprattutto senza un consulto medico specialistico. Per avere un quadro completo della situazione è infatti importante un percorso diagnostico accurato. Tuttavia, conoscere quali sono i principali fattori che influenzano la fertilità femminile, è un primo passo determinante per sapere cosa fare, quando e a chi rivolgersi in caso di problemi. Ecco una lista.

Fattori che influenzano la fertilità femminile, 8 più importanti

I principali fattori che influenzano la fertilità femminile

1. Età. È sicuramente il più importante. Le donne nascono con un numero limitato di ovociti, la cui qualità e quantità diminuisce con il passare degli anni. Dopo i 35, la fertilità femminile inizia a calare in modo significativo, e drasticamente dopo i 40, aumentando anche il rischio di aborti spontanei e anomalie cromosomiche nel feto. La fertilità termina con la menopausa, che corrisponde all’assenza di mestruazioni per 12 mesi ed avviene in media a 52 anni.

2. Equilibrio ormonale. Gli ormoni regolano tutto: il ciclo mestruale, la produzione di ovociti e l’ovulazione, ma anche la preparazione dell’utero e dell’endometrio all’impianto dell’embrione e al proseguo della gravidanza. Anomalie dell’equilibrio ormonale, dovuti a condizioni come l’ovaio policistico (PCOS), l’ipotiroidismo o l’iperprolattinemia, possono interferire con la normale ovulazione e quindi compromettere la capacità di concepire. Le alterazioni nel livello di progesterone, l’estradiolo e la prolattina sono spesso alla base di difficoltà nel rimanere incinta.

3. Salute riproduttiva e malattie ginecologiche. Condizioni come l’endometriosi, i fibromi uterini o le infezioni pelviche croniche possono compromettere la fertilità della donna. L’endometriosi, ad esempio, è una patologia caratterizzata dalla crescita di tessuto endometriale (rivestimento della parete uterina), fuori dall’utero; può provocare dolore, infiammazioni e soprattutto possibili danni alle tube di Falloppio (ostruzioni) e alle ovaie. I fibromi, che sono tumori benigni dell’utero, possono interferire con l’impianto dell’embrione o bloccare il passaggio degli spermatozoi. Anche le infezioni sessualmente trasmissibili (IST), come la clamidia, possono danneggiare le tube di Falloppio, riducendo le probabilità di concepimento.

4. Stile di vita. Abitudini come il fumo, l’alcol e l’uso eccessivo di caffeina possono ridurre la qualità degli ovociti e alterare il ciclo mestruale. Il fumo, in particolare, è noto per ridurre la riserva ovarica e accelerare il declino della fertilità, danneggiando anche l’embrione in caso di gravidanza.

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5. Fattori ambientali. L’esposizione a sostanze chimiche e/o tossiche, come i pesticidi, le sostanze inquinanti, i metalli pesanti o gli ftalati, può influire negativamente sulla fertilità delle donne. Questi agenti infatti possono interferire con il sistema endocrino, alterando l’equilibrio dei livelli di ormoni in circolo.

6. Peso corporeo e nutrizione. Un’alimentazione poco equilibrata, l’obesità o lo scarso peso, rappresentano altri rischi. I chili di troppo, ad esempio, possono alterare i livelli di insulina e provocare squilibri ormonali, ma anche provocare complicazioni durante la gravidanza, mentre un peso corporeo troppo basso può portare a cicli mestruali irregolari o addirittura all’assenza di ovulazione. Una dieta equilibrata, ricca di vitamine e minerali, è inoltre essenziale per mantenere una buona salute riproduttiva. Alcuni nutrienti, come l’acido folico, sono particolarmente importanti durante il periodo pre-concezionale per ridurre il rischio di malformazioni nel feto.

7. Malattie croniche e farmaci. Il diabete, la sindrome dell’intestino irritabile o l’ipertensione possono influire sulla fertilità, in quanto compromettono il corretto funzionamento del sistema riproduttivo. Inoltre, l’assunzione di alcuni farmaci, come i chemioterapici o quelli per trattare condizioni autoimmuni, può ridurre la riserva ovarica e influire sulla capacità di concepire. È quindi importante parlare con il proprio medico prima di intraprendere qualsiasi trattamento farmacologico, soprattutto se si sta cercando una gravidanza.

8. Stress e fattori psicologici. Troppo spesso sottovalutati, questi aspetti giocano un ruolo significativo nella fertilità femminile. Possono alterare l’equilibrio ormonale e quindi ridurre la capacità di concepire un bambino. In particolare, ansia, depressione e stress cronico sono associati a un aumento dei livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, che può interferire con l’ovulazione e la qualità degli ovociti. Inoltre, le difficoltà psicologiche possono influire sulla relazione di coppia e sul desiderio sessuale, riducendo ulteriormente le possibilità di concepimento.

Fertilità femminile: a chi rivolgersi se si hanno problemi

Dopo 12 mesi di tentativi di concepire un bambino senza successo (o 6 mesi se la donna ha più di 35 anni), si parla di infertilità ed è utile rivolgersi ad un ginecologo esperto per indagarne le cause ed avviare un trattamento appropriato alla diagnosi.

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