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Utero setto e gravidanza, quali rischi e possibilità?

By 5 Novembre 2019Marzo 10th, 2021No Comments

Utero setto e gravidanza, è possibile riuscire ad avere un bambino in presenza di tale condizione? Cosa bisogna fare? Assolutamente sì. L’importante è avere una diagnosi precisa ed eventualmente concordare con il proprio medico un intervento chirurgico di risoluzione del problema. Tuttavia questo non è sempre necessario. Dipende da diversi fattori, dalla tua anamnesi, dalla posizione e dall’ampiezza del setto stesso. Ecco tutto quello che devi sapere al riguardo.

utero setto e gravidanza

Cos’è un utero setto?

L’utero setto è un’anomalia congenita della struttura dell’utero. Ovvero ci si nasce. Tale malformazione ha origine in epoca embrionale: all’inizio ci sono due corpi tubulari che durante lo sviluppo del feto in utero si fondono dando luogo ad un unico utero. Quando questo per cause non ancora del tutto note non accade, nasce una bambina con utero setto. Il setto dunque si presenta come un tessuto fibroso, con scarsa vascolarità che divide l’utero stesso in parte o del tutto. La diagnosi di tale condizione può avvenire casualmente in seguito ad una ecografia pelvica 2 D o 3 D eseguiti di routine oppure in seguito a controlli mirati conseguenti ad aborti ricorrenti. Un utero setto infatti non presenta sintomi fastidiosi riconoscibili. Per confermare la diagnosi occorre effettuare un’isteroscopia.

Utero setto, quali rischi per la gravidanza?

Questa condizione influisce sulle possibilità del concepimento, ma può rendere molto difficile portare a termine una gravidanza. L’utero setto è infatti correlato a difficoltà nel conseguire una gravidanza, sia naturalmente che con la fecondazione assistita, ed a un alto rischio di aborto spontaneo e ripetuto. In genere quest’ultimo avviene nel primo trimestre e spesso senza che neppure la donna se ne renda conto, portandola così a pensare ad un problema di fertilità diversa. Altresì questa malformazione può arrecare altre problematiche come il parto pretermine, emorragia post -partum, posizione podalica del bambino e necessità di taglio cesareo.

Utero setto quali possibilità per una gravidanza?

Un utero setto può essere trattato con un intervento chirurgico chiamato metroplastica che si esegue tramite un’isteroscopia. Tale procedura avviene tramite l’inserimento, attraverso la vagina ed il canale cervicale uterino, di uno strumento ottico operativo dotato di microforbici oppure di un resettore elettrico con i quali viene eliminata la malformazione. Si tratta dunque di una tecnica mininvasiva che non necessità di un taglio chirurgico sull’addome ed ha un facile recupero post-operatorio: dura dai 30 ai 60 minuti e la paziente può tornare a casa il giorno stesso. Le possibilità di portare a termine una gravidanza dopo la metroplastica aumentano considerevolmente in relazione anche al quadro clinico generale della paziente.

Utero setto e metroplastica isteroscopica, quando farla e quando no

Se una donna non vuole avere dei figli non è necessario intervenire: un utero setto non comporta problemi e rischi oltre quelli legati alla gravidanza. Di contro, come nella maggioranza dei casi, è opportuno valutare la possibilità di una metroplastica quando si desidera un bambino. Non tutti i casi sono però eguali.  Se il setto si estende per tutta la lunghezza dell’utero o riguarda anche una sola parte,ma piuttosto estesa,, l’interferenza sulla fertilità è importante e dunque l’intervento chirurgico diventa necessario.

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In alcuni casi invece, quando si è in presenza di cosiddetti subsetti che riguardano solo una modesta parte parte della cavità uterina è utile valutare l’anamnesi della donna prima di decidere o meno per la metroplastica.  Ad esempio: se una donna ha un subsetto  che altera in maniera modesta il terzo superiore della cavità uterina, ma non ha mai avuto aborti o difficoltà di concepimento, può non essere necessario intervenire. Di contro si tende a procedere se nella sua storia clinica questi problemi sono presenti. Va sottolineato inoltre che di solito il meccanismo con cui il sub-setto interferisce sulla possibilità di una gravidanza non è solo dovuto alla forma dell’utero, ma anche e soprattutto alla qualità del  tessuto che lo cartterizza . Il setto è infatti un tessuto fibroso,poco vascolarizzato: il prodotto del concepimento può non riuscire dunque a ricevere la necessaria ossigenazione, con la conseguenza di un aborto. L’obiettivo della metroplastica è dunque duplice: eliminare il setto e ripristinare una buona vascolarizzazione del tessuto. Per tutti questi motivi è importante rivolgersi ad un centro per la fertilità qualificato.

 

 

 

 

 

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