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Cos’è il ringiovanimento ovarico e a cosa serve? Queste due parole possono far sorridere, o pensare a qualche strana e particolare tecnica che abbia risvolti psicologici per le donne avanti con l’età. In realtà si tratta di una delle terapie più innovative nel campo della medicina riproduttiva, ancora non troppo conosciuto, ma che sta guadagnando sempre più attenzione nelle coppie e nei centri specialistici. Serve a migliorare la funzionalità ovarica nelle donne che desiderano preservare o aumentare la loro fertilità, soprattutto nei casi di menopausa precoce e ridotta riserva ovarica. È fondamentale essere ben informate prima di sperare in tale terapia ed eventualmente affrontarla. In questo testo proviamo a spiegarvi alcuni dettagli di tale trattamento, ad esempio sulle indicazioni terapeutiche, sulle varie tipologie, sui costi e soprattutto a chi rivolgersi.

Ringiovanimento ovarico: cos’è, a cosa serve, quando costa

Ringiovanimento ovarico: cos’è e a cosa serve

Il ringiovanimento ovarico è un trattamento di PMA mirato a migliorare la funzionalità delle ovaie. In pratica, è finalizzato al tentativo di invertire o migliorare i sintomi di invecchiamento di questi preziosi organi. Come? Stimolando la rigenerazione di tessuti, aumentando il numero dei follicoli attivi o la qualità degli ovociti. Per comprendere la sua utilità è fondamentale ripensare alla fisiologia riproduttiva della donna, sofisticata e delicata. Le ovaie ne rappresentano una delle parti determinanti, la prima: sono responsabili della produzione di ormoni preziosi come gli estrogeni ed il progesterone, e di ovociti- ovvero gli ovuli maturi rilasciati una volta al mese- pronti per essere fecondati. Gli ovuli, a loro volta si sviluppano da follicoli racchiusi nelle ovaie. A differenza degli uomini che continuano a produrre spermatozoi per tutta la vita, le donne nascono con un numero di follicoli/ ovociti predeterminato, che diminuisce nel corso degli anni, mese dopo mese, mestruazione dopo mestruazione per arrivare fino alla menopausa, quando non ve ne sono più. Al contempo l’organismo generale invecchia e così anche il sistema riproduttivo e le ovaie, con conseguente potenziale scarsa qualità degli ovuli prodotti e quindi difficoltà sempre maggiori a concepire un bambino dopo i 35-40 anni. Le tecniche di fecondazione assistita sono essenziali per aiutare il concepimento in questi casi, sia naturale che in vitro, ma talvolta si rende necessario il ricorso alla donazione di ovuli, a cui però non tutte le coppie possono accedere (per motivi religiosi, economici, o psicologici). Il ringiovanimento ovarico sembra essere sempre più spesso un’efficace alternativa per aumentare le possibilità di gravidanza, con concepimento naturale e no.

Ringiovanimento ovarico: indicazioni

Ovviamente non è un trattamento adatto a tutte le donne. Attualmente può essere proposto dallo specialista della fertilità a pazienti che si trovano nelle seguenti condizioni:

  • diminuzione della riserva ovarica
  • menopausa precoce
  • scarsa qualità delle uova
  • ormone amh basso
  • alta percentuale di embrioni anomali
  • precedenti di PMA falliti.

Quando non si riesce a concepire un bambino dopo un anno di tentativi mirati -o sei mesi se si hanno più di 35 anni-è utile rivolgersi ad un centro per la fertilità di coppia per sottoporsi ad una serie di indagini diagnostiche e capire il perché per poi attivare una terapia. Il ringiovanimento ovarico può rientrare dunque nei protocolli. L’efficacia? Alcuni studi scientifici parlano di percentuali di successo che si attestano tra il 35 % ed il 75%. Tale oscillazione dipende dal metodo, dall’anamnesi della paziente e dalla diagnosi, nonché dall’esperienza del professionista sanitario di riferimento.

Metodi e tipi

Esistono diversi tipi di trattamenti o metodi per il ringiovanimento ovarico, tra cui:

1.  PRP (Plasma Ricco di Piastrine): utilizza le piastrine del sangue della paziente per stimolare la rigenerazione ovarica. L’utilizzo di questo plasma per il ringiovanimento ovarico ha prodotto significativi miglioramenti dei livelli ormonali e la possibilità di ottenere, anche un concepimento naturale. È una terapia ben conosciuta ed efficace in molti settori (ad esempio in ortopedia o dermatologia) della medicina rigenerativa.

2.  PDGF: impiega i fattori di crescita derivati dalle piastrine, che consentono di riattivare, grazie alle loro capacità rigenerative, i follicoli dormienti. Si somministra per gocce o iniezione nella zona delle ovaie. È il trattamento considerato più interessante dal punto di vista dei risultati.

3.  FACS (Fluorescence-Activated Cell Sorting) è una procedura che implica l’isolamento e la selezione di cellule staminali o altre cellule specifiche utilizzando la tecnologia FACS, che sfrutta la fluorescenza per separare e analizzare cellule sulla base di marcatori specifici. Si prelevano dal sangue, midollo osseo o tessuto ovarico della stessa paziente. Le cellule selezionate e trattate possono essere reiniettate nelle ovaie del paziente, con l’obiettivo di migliorare la funzione ovarica attraverso la rigenerazione del tessuto o la stimolazione della produzione di ovociti. Potenzialmente migliora la quantità e qualità degli ovociti disponibili e la funzione ovarica, offrendo maggiori possibilità di concepimento per donne con ridotta riserva ovarica. Tuttavia, il successo non è garantito e la procedura richiede competenze e tecnologie avanzate ed ultra-specialistiche che non è facile trovare.

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4.  SCOT (Trapianto Cellule Staminali Ovariche): decisamente più semplice è invece questa metodica che favorisce la crescita di follicoli dormienti ed uno stimolo rigenerativo della funzionalità ovarica. Anche questa è una tecnica autologa.

5. OFFA (Frammentazione Ovarica Attivazione Follicolare), consiste nel prelievo di una piccola parte di tessuto ovarico per via laparoscopica, che poi in laboratorio viene microframmentato, con lo scopo di stimolare l’attivazione dei follicoli dormienti. In questo materiale biologico, infatti, sono presenti numerosi follicoli primordiali, a riposo, che altrimenti rimarrebbero tali.  In alcuni protocolli, il tessuto frammentato viene trattato con fattori di crescita o altre sostanze biologiche che possono aiutare a promuovere l’attivazione follicolare. Fatto ciò, viene poi reinserito nella stessa o nell’altra ovaia della donna tramite laparoscopia. L’obiettivo è che i follicoli attivati inizino a crescere e a maturare, aumentando così la riserva ovarica della paziente. Dopo la procedura, la paziente viene monitorata attentamente. In alcuni casi, viene utilizzata una stimolazione ovarica con farmaci per promuovere la crescita dei follicoli attivati.

6.  Altre tecniche come l’ozonoterapia per migliorare l’ossigenazione dei tessuti ovarici o l’assunzione di integratori ed antiossidanti sono spesso impiegati per il ringiovanimento delle ovaie, ma con risultati ancora non adeguatamente documentati.

Focus sul PRP

Il PRP è uno dei trattamenti più promettenti per il ringiovanimento ovarico. Si basa sull’uso del plasma ricco di piastrine, estratto dal sangue della stessa paziente. Questo plasma è carico di fattori di crescita che stimolano la rigenerazione cellulare. La procedura consiste nel prelevare un campione di sangue, processarlo per concentrare le piastrine e iniettarlo nelle ovaie con una procedura molto simile a quella del pick up ovocitario: la differenza sta nell’inserimento di piastrine piuttosto che nell’aspirazione di ovociti. Si tratta dunque di un intervento che può essere fatto in un ambulatorio e non necessita del ricovero e non comporta dolore. La sua efficacia inizia dopo circa 12 giorni dal trattamento e dura tre mesi: è in questo arco di tempo che si può tentare un concepimento naturale o una fecondazione in vitro. Si può ripetere già allo scadere dei tre mesi.

Ringiovanimento ovarico, quanto costa e a chi rivolgersi?

I costi del ringiovanimento ovarico, come è facile comprendere da quanto finora detto, possono variare notevolmente, non solo in base al centro per la fertilità prescelto, ma anche e soprattutto a seconda della tecnica utilizzata. In media, un trattamento con PRP può costare tra i 2.000 e i 5.000 euro per ciclo. È importante rivolgersi a cliniche specializzate e con esperienza nel campo. La clinica Raprui è una delle più affidabili in Italia:  garantisce non solo professionalità e competenza, ma anche un approccio personalizzato e attento alle esigenze specifiche di ogni paziente. Qui i contatti per un appuntamento.

 

 

 

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