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Quando si parla di follicolo luteinizzato nelle ovaie si fa riferimento ad una condizione particolare: anziché rompersi per rilasciare l’ovulo al momento dell’ovulazione, si trasforma in un corpo luteo, una struttura ghiandolare che produce progesterone. Ciò può essere ricollegato ad infertilità, poiché viene a mancare l’ovocita da fecondare. Quali sono i sintomi di un follicolo luteinizzato e quali le possibili cure per rimanere incinta? Ecco tutto quello che occorre sapere al riguardo.

Follicolo luteinizzato: sintomi e cure per rimanere incinta

Le fasi dell’ovulazione

Prima di entrare nel merito del follicolo luteinizzato e dei suoi sintomi è utile ricordare come funziona l’ovulazione e quali sono le sue varie fasi. L’ovulazione è il processo in cui l’ovaio rilascia un ovocita maturo, che può essere fecondato dallo spermatozoo. Questo avviene in genere a metà del ciclo mestruale, circa 14 giorni prima del flusso ematico e si divide in tre fasi:

Fase follicolare: inizia con il primo giorno del ciclo, si sviluppano diversi follicoli ovarici, una sorta di sacca o palloncino, piena di fluidi e ognuno contenente un ovocita. Uno di questi follicoli diventa dominante e continua a crescere, dando vita ad un ovocita maturo, mentre gli altri regrediscono. Il follicolo dominante produce estrogeni, che stimolano l’ispessimento dell’endometrio, il rivestimento interno dell’utero, necessario in caso di fecondazione all’attecchimento dell’embrione.

Fase ovulatoria: in questa fase, che dura circa 24-36 ore, il follicolo dominante raggiunge la massima dimensione e si rompe, liberando l’ovocita, che viene catturato dalla tuba di Falloppio, pronto per essere fecondato entro le successive 12-24 ore. Il follicolo rotto si trasforma in un corpo luteo, che produce progesterone, un ormone che prepara ulteriormente l’endometrio ad accogliere l’eventuale embrione.

Fase luteale: in questa fase, che dura circa 14 giorni, il corpo luteo continua a produrre progesterone, mantenendo l’endometrio spesso e vascolarizzato. Se l’ovocita non viene fecondato, il corpo luteo si atrofizza e il livello di progesterone diminuisce, provocando il distacco dell’endometrio e l’inizio della mestruazione. Se l’ovocita viene fecondato, il corpo luteo persiste e continua a produrre progesterone, fino a quando la placenta non prende il suo posto in questa azione.

Sindrome del follicolo luteinizzato, cos’è e in cosa consiste

La sindrome del follicolo luteinizzato, nota anche come LUF, è una condizione in cui il follicolo dominante non si rompe al momento dell’ovulazione, ma si trasforma direttamente in un corpo luteo, senza rilasciare l’ovocita. Ne consegue una forma di anovulazione, ovvero di un ciclo mestruale che produce un ovulo ma di fatto non lo rilascia, inibendo la possibilità di un concepimento. Le cause di tale condizione possono essere le seguenti:

– Un difetto nella produzione o nell’azione dell’ormone luteinizzante (LH), che è responsabile della rottura del follicolo e dell’ovulazione.

– Una resistenza della parete del follicolo, che impedisce la sua rottura.

– Un’ alterazione della pressione intrafollicolare, che non raggiunge il livello necessario per l’apertura.

– Un’infezione o un’infiammazione pelvica, che può interferire con il processo ovulatorio.

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La sindrome del follicolo luteinizzato è difficile da diagnosticare, in quanto i sintomi sono simili a quelli di una normale ovulazione. La sacca produce comunque progesterone, che determina un aumento della temperatura basale, un cambiamento del muco cervicale e un’alterazione dei test di ovulazione. Per questo motivo, la diagnosi si basa sull’esame ecografico, che può evidenziare la presenza di un follicolo intatto e di un corpo luteo.

Follicolo luteinizzato e infertilità, cosa occorre sapere

Il follicolo luteinizzato può essere una causa di infertilità, in quanto impedisce il rilascio dell’ovocita e quindi la possibilità di fecondazione. Per fortuna non si tratta di una condizione permanente, non sempre almeno: può variare da un ciclo all’altro, ma soprattutto non pregiudica la qualità degli ovociti, che possono essere recuperati con una tecnica di fecondazione assistita, come la Fivet (fecondazione in vitro ed embrione transfer).

Follicolo luteinizzato, quali sintomi?

Il follicolo luteinizzato non ha sintomi specifici, poiché si manifesta con i medesimi campanelli d’allerta dell’ovulazione, ovvero i seguenti:

– Aumento della temperatura basale, dovuto al progesterone prodotto dal corpo luteo.

– Cambiamento del muco cervicale, che diventa più abbondante, trasparente e filante, per favorire il passaggio degli spermatozoi.

– Dolore pelvico, dovuto alla distensione del follicolo e alla sua trasformazione in corpo luteo.

– Sanguinamento vaginale, dovuto alla rottura di piccoli vasi sanguigni nella parete del follicolo.

– Aumento del desiderio sessuale, dovuto agli estrogeni prodotti dal follicolo.

Follicolo luteinizzato, quali cure per rimanere incinta?

Il trattamento del follicolo luteinizzato dipende dalla causa e dalla gravità della condizione. In alcuni casi, può essere sufficiente una terapia ormonale, che consiste nella somministrazione di gonadotropine (FSH e LH) per stimolare l’ovulazione. In altri, può essere necessaria una terapia chirurgica, che consiste nella rottura del follicolo con un ago o con un laser, per liberare l’ovocita. Più raramente può essere indicata una tecnica di fecondazione assistita, come la Fivet, che permette di bypassare il problema dell’ovulazione e di aumentare le probabilità di gravidanza.

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